lunedì 22 febbraio 2010

Sugar mania!


Io c'ero.
Indimenticabile, perchè fino a quel momento in Europa non si era mai vinto un tubo e tutti sentivano che era la grande occasione, soprattutto perchè si giocava a Firenze e poi anche contro una grandissima del basket europeo come il Real Madrid.
Faccio un lavoro in giacca e cravatta, così senza neanche chiedere il permesso mi cambio nel corridoio dell'ufficio e saluto tutti, tra sguardi attoniti, e raggiungo il punto di ritrovo; siamo in 5 in una macchina, bella stipata perchè tutti gli altri hanno una discreta stazza e l'entusiasmo è già a mille, in macchina, scavalcando l'appennino.
A Firenze arriviamo urlando, prendendo letteralmente per il bavero quelli a cui chiediamo le informazioni per raggiungre il palazzo.
Penso che siamo gli unici a essere così, quasi impazziti; invece, dentro, in un palazzetto murato di gente, già prima dell'ingresso delle squadre, scopro che praticamente tutti sono così, tutti urlanti e assatanati ancora prima che inizi la partita.
Di atmosfere elettriche ne ho vissute parecchie, attorno ad una partita basket: ma come quella faccio proprio molta fatica a trovare un esempio che regga veramente, nel profondo, il paragone.
Forse perchè a quell'epoca ero veramente molto appassionato; o forse perchè essendo là dentro tutti virtussini sembrava di stare al Colosseo, quando tutti vogliono vedere solo il colore del sangue e non vogliono neanche accettare l'idea di un verdetto di misericordia.
La partita fu discreta. Noi sempre in leggero controllo, seppure senza mai dettare legge.
Però tutti lottarono benissimo.
E poi, c'era la sensazione netta che, tanto, in qualsiasi inghippo ci fossimo cacciati, ci avrebbe pensato lui, il grande Sugar. Eletto a vero capopolo, la folla gridava il suo nome ( anche storpiandolo...Ciuga...Sciuga...) con tale rabbia che l'edificio tremava dalle fondamenta: dire che lui fosse eccitato è un pallidissimo eufemismo. Penso che, nel secondo tempo, neanche sparandogli l'avrebbero fermato. Provò anche a tirare un cazzottone a un iberico che gli aveva fatto un fallo un pò duro quando la partita era praticamente finita, ma lo mancò. Ci fu solo un pò di apprensione quando portarono fuori Brunamonti a braccia per colpa di una storta; ma la partita proseguì sugli stessi binari, anche grazie al giovane Coldebella. Poi l'invasione e i giocatori che scappano per difendersi dall'abbraccio quasi violento della gente; ma era un abbraccio che veniva da molto lontano, era come se la tradizione e tanta storia di cui tutti improvvisamente si trovavano ed essere viva memoria, si fosse incarnata in un mostro dalle mille spire, capace di stritolare d'affetto.
Fu anche la prima vittoria europea di quel giovane assistente, Ettore Messina.
E la gente, uscendo, diceva: " va là che quello lì non è male, ha la faccia di uno che ne capisce di basket, l'avevo detto che si poteva stare tranquilli..."

Ancora adesso, pensando a quel giorno, mi sale un groppo alla gola...

1 commenti:

  1. Sabato 6 Marzo 2010 a Milano ci sarà una grande manifestazione contro il razzismo, il No Razzismo Day. Una manifestazione per affermare con forza che l’unica razza esistente su questo pianeta è quella umana. I canali ufficiali di informazione non hanno dato nessuno spazio all'iniziativa, e sono quegli stessi che ogni giorno presentano gli stranieri come la causa di tutti i mali che affliggono il nostro paese. Vi chiedo di farvi portatori di questa causa diffondendo il più possibile la notizia ad amici e conoscenti.

    Un grazie a Doctor J per l'aiuto e la collaborazione.

    RispondiElimina